sabato 2 giugno 2012

Del terremoto che verrà

Ero fra i volontari della Croce Rossa nel 1980, in Irpinia. Uno dei terremoti più gravi che abbia mai colpito l'Italia.
Difficile descrivere cosa si prova, si prova di tutto nel vedere tanta devastazione, tanto dolore, tante vittime, insieme a tantissima buona volontà, spirito di sacrificio, umanità, generosità..

Ma neanche toccare le macerie ed aiutare i sopravvissuti ti fa capire veramente cosa sia un terremoto.

Arrivata in Sicilia a 26 anni, dalla sismologicamente tranquilla Maremma, ho capito. La prima volta nel dicembre del 1990, stavo vicino Catania, alle pendici dell'Etna. Il sisma distrusse mezzo paese di Carlentini (SR), a circa 50 km da dove mi trovavo. A mezzanotte il lettone con me sopra fu sbalzato in mezzo alla stanza.
Nell'ottobre 2002 il terremoto colpì nuovamente l'area dell'Etna. Solo che stavolta avevo due bambini piccoli ed ero terrorizzata per loro.
Le scosse - alcune definite Intensità massima = VIII° MCS - sono durate giorni. Dormivamo a letto tutti e tre vestiti, con gli zaini pronti. A 20 km da casa nostra crollarono molti edifici vicino Acireale.
(Neanche una settimana dopo un'altro sisma, a San Giuliano di Puglia, provocò fra gli altri il crollo di una scuola in cui morirono 27 bambini e la maestra).

Le due scosse che ho passato furono cosi' forti da lesionare mura portanti, pavimenti e sbalzare mobili. Se non scappi o ti metti in sicurezza sotto a tavoli o archi murali, rischi di farti male seriamente, se non peggio. Vivere una forte scossa è una sensazione che non trovo le parole per descrivere. Rievocare solo la paura però non serve, se non per la narrativa o per riempire 4 ore di lacrime in diretta TV. cryptocurrency exchange

La cosa di cui ora mi va di parlare, è del terremoto che verrà.
Perché da qualche parte sappiamo che succederà ed oggi non abbiamo neanche più la certezza che esistano in Italia zone veramente sicure. I Geologi stanno invocando la necessità di una nuova mappatura delle aree sismiche nazionali.

E anche quando l'avranno fatto, cosa cambierà se gli edifici continueranno ad uccidere chi ci sta dentro?
Non esistono zone sicure, se non quelle che sapremo crearci lavorando sulla sicurezza delle case, degli uffici, delle fabbriche. E delle scuole.

Il terremoto fa paura, ma almeno è una cosa semplice, che oggi ti lascia solo due strade da seguire: o piangi e ti disperi, o previeni.
Visto però che mettere in sicurezza gli edifici esistenti non è un intervento che ti può fare il cugino muratore ed ha costi che non molte famiglie e imprese, nella situazione attuale, si sentiranno di sostenere, temo proprio di vedere ancora ed ancora tanto dolore e tanto scempio.

Dove per scempio non intendo quello che il sisma fa agli edifici, ma quello che fanno gli umani che non hanno (ancora) trovato il coraggio di affrontare davvero questa realtà con il solo approccio possibile, quello della prevenzione.
Stato, mi senti?

domenica 29 aprile 2012

Ponte= bagnato e poco verde. Si spera nel prossimo :)

Il ponte dal 25 aprile al 1mo maggio sta riservando qualche brutta sorpresa meteorologica da queste parti (Milano). Dopo esserci illusi con qualche attimo di sole ed un po' d'afa, che fosse arrivata la pre-estate e forti degli annunci di bel tempo sui media, tanti hanno programmato la vacanza al mare.

Evvai, riempilo codesto serbatoio!
Ricordi l'anno scorso? Quando sei partito per la stessa vacanza... Quanto costava il pieno? E quanto guadagnavi al mese tu? Soprattutto chiediti quanta parte del tuo stipendio di quest'anno e di quello prossimo saranno erosi dalle spese in carburanti fossili, che siano per auto o per riscaldamento abitativo o industriale. Come si fa a non vedere l'esempio tedesco a due passi da noi? Ma basterebbe andare a Bolzano per imparare ad essere e costruire eco-sostenibile! A parte l'eccezione bolzanese, in Italia siamo ancora troppo poco, davvero troppo poco verdi.

Incentivi o non incentivi, quanto ci vuole per passare al green? Auto e bici elettriche, impiani solari e fotovoltaici, geotermia applicata alla costruzione o ristrutturazione... e via cosi'.
Aspettare le leggi? Facciamo due conti stile sig.ra Maria (come affermo anche qui, parlando di AUTO ELETTRICHE e colonnine gratis per la ricarica a Monza) e vedrai che non ce n'è bisogno.

venerdì 20 aprile 2012

Spot Immobiliare per TV locale

Non si finisce mai di imparare o, almeno nel mio caso, di provarci ;). Capita che le condizioni non siano sempre ottimali, a volte si va di corsa, come in questa occasione.
C'è spot e spot. Dipende indubbiamente dalla bravura di chi produce il filmato, sia come storia che come montaggio, ma anche dal prodotto da promuovere. Col vino mi sarei trovata più a mio agio :), ma nessun vignaiolo mi ha mai chiesto uno spot.
Quindi, mai fatto uno video da 30 secondi e sicuramente se dovrò cimentarmi di nuovo nell'impresa, mi prenderò del tempo.
Ho anche visto gli spot dei competitors mandati in onda nella stessa TV locale. Secondo gli addetti ai lavori ed anche a mia modesta opinione questo è migliore. Anche se non mi basta, so che potrei fare di meglio, specie usufruendo di altri ottimi consigli come quelli che mi ha dato il regista Mauro Maggi di Espansione TV che non finirò mai di ringraziare per la disponibilità e collaborazione. Qui la versione a bassa ris. pubblicata online. Questo è il primo e sarà in onda per tutto maggio sulle emittenti locali lombarde.